Ddl concorrenza: con le grandi catene
come andrà a finire Federfarma?

In un articolo pubblicato lo scorso 11 marzo da Filodiretto, l’house organ telematico di Federfarma, il sindacato dei titolari – riferendo una sintesi dell’intervento programmatico della presidente Annarosa Racca davanti all’assemblea nazionale del sindacato – rassicurava i suoi associati in ordine al ddl Concorrenza e agli effetti e assetti che esso determinerà, sui quali (scrive Filodiretto) è già “partita una riflessione” che tocca anche il futuro del sindacato in un panorama di imprese che sarà molto più eterogeneo del presente e imporrà quindi scelte sull’ampiezza della rappresentanza (con evidenti riflessi sulla carta statutaria).”

L’annuncio del sindacato dei titolari, suonato come un deja entendu, ha inevitabilmente smosso gli ingranaggi della memoria, ricordandoci che l’argomento – ovvero, le sorti future del sindacato –  era stato opportunamente sollevato ben sei mesi fa da Sanità24, la testata specializzata de Il Sole 24 Ore.

Correva infatti il 28 settembre, quando Carlino Marrone, sotto un titolo più che eloquente (Ddl concorrenza: con le grandi catene come andrà a finire Federfarma?), lanciava una riflessione che, nelle intenzioni, voleva anche essere l’apertura di un dibattito, in particolare all’interno della rappresentanza di categoria.

Dibattito che, almeno pubblicamente, invece non c’è stato, quasi che le tematiche sollevate con pertinenza dall’articolo di Sanità24 fossero una sorta di sinecura. O che nessuno tra i dirigenti sindacali dei titolari di farmacia abbia letto l’articolo. Continue reading

Avete ragione: non ce ne era
proprio bisogno. E però….

giorgio-smallUn nuovo contenitore di news dedicate e destinate ai farmacisti, ma ce n’era proprio bisogno? Certamente no. Ma questo non è nè vuole essere un altro dispenser  telematico di notizie, nè l’ennesimo indirizzo che si va ad aggiungere ai millanta e più siti, blog e account social (aperti, chiusi, forum, gruppi di discussione e chi più ne ha più ne metta) dove trovano sfogo ed espressione sia il malumore e la rabbia delle legioni di scontenti, sia le odi e gli epinici dei laudatores e dei cortigiani che (chi per indole, chi per interesse) sembrano aspirare soltanto a tessere le lodi dei potenti di turno.

Molto semplicemente, openpharma – come il suo stesso nome prova a suggerire – vuole essere uno spazio aperto e franco dove chiunque abbia voglia di svolgere un ragionamento, esprimere un’opinione  o più  semplicemente un commento su fatti e vicende della res pharmaceutica troverà ospitalità, solo che la chieda.

Questo perchè – per paradossale che possa sembrare – nell’era in cui le possibilità della comunicazione e dell’interrelazione si sono moltiplicate esponenzialmente grazie all’IT e alle infinite possibilità offerte dalle piattaforme social, dare voce a un pensiero che non sia irreggimentato in fila per sei col resto di due è in realtà faccenda molto più problematica di quanto comunemente si ritenga. Continue reading